Modesto plauso per gli aggiornamenti all’iPhone, curiosità e dubbi sui nuovi MacBook Air. In generale l’evento è sottotono con annunci rilevanti per il solo mercato americano.
Delle aggiunte fatte all’iPhone nessuna appare esplosiva. Non c’è il 3G e la maggior parte riguarda funzioni anticipate dagli hacker mesi fa (come la customizzazione della home). L’idea di far spendere 20 dollari ai proprietari dell’iPod Touch per aggiungere una banale funzionalità e-mail appare significativa di un futuro trend.
La parte principale degli annunci, quella riguardante le novità video di iTunes, lascia il tempo che trova in Europa. Potrebbero servire anni per portare questi servizi nel Vecchio Continente. Persone che sanno qualcosa dei contorti problemi del licensing affermano che non si vedrà nulla prima del 2009. Nel frattempo la famosa Apple TV resterà niente più di una scatola vuota. E Apple non riuscirà a smaltire i fondi di magazzino del suo reparto dischi, come suggerisce la scelta della versione base da soli 40GB di capacità.
Passiamo ai glorificati MacBook Air, oggetto di grandissima enfasi all’evento. Si tratta indubitabilmente di prodotti con un elevato contenuto d’ingegnerizzazione, soprattutto per le dimensioni. La superficie di alluminio è gradevole e la tastiera è quella amata-odiata dei MacBook. A chi piace non darà sorprese.
Ma ci sono anche mancanze vistose, solo in parte giustificate dalle dimensioni. Il drive ottico, per esempio, è assente e deve essere aggiunto esternamente. Così facendo però si va a occupare l’unica porta USB disponibile. All’utente occorrerà certamente procurarsi anche un hub USB.
Al costo base di 1799 dollari, l’Air non ha nemmeno la porta modem, non ha ethernet, non ha il firewire e nemmeno il jack per il microfono esterno. Con un disegno così minimalista siamo certi si terrà vivo il ricco mercato degli accessori. Per il backup si dovrà usare necessariamente un altro sistema o un apposito NAS wi-fi che opera come la Time Machine di Leopard.
Ma non basta. Il guscio chiuso in alluminio previene non solo gli upgrade, ma perfino la sostituzione della batteria. Come con l’iPhone. All’evento non è stata spesa una sola parola per dire quanto costerà rimpiazzare la batteria sui MacBook Air in assistenza.
Il chip Intel usato appare essere il compatto Centrino versione S che Intel prevede di rilasciare per tutti i costruttori a partire dal mese di maggio (questo anche se si parla di un Merom reimpacchettato). Un chip di nuova generazione e adeguato alle esigenze di consumo di un portatile compatto, non certo al vertice della nuova gamma di CPU Intel da 45 nanometri.