Su MySQL lo spettro del closed source?

Santa Clara (USA) – Il celebre database open source MySQL sta attraversando una delle fasi più travagliate e cruciali della propria esistenza. Da una parte c’è l’attesa per la nuova versione 5.1, appena posticipata di diverse settimane e ora disponibile come release candidate, dall’altro lato ci sono i molti interrogativi sollevati dalla recente acquisizione di MySQL da parte di Sun.

Ad agitare ancor più le acque un post apparso sul blog di Jeremy Cole, noto consulente di MySQL. Cole afferma che Sun avrebbe intenzione di introdurre nella versione commerciale del database, la Enterprise, alcune funzionalità non presenti nella versione Community (gratuita): tra queste, il supporto ai backup online. “Questo rappresenta un sostanziale cambiamento al suo modello di sviluppo”, ha scritto Cole. “Fino ad oggi, infatti, tutte le nuove funzionalità sono state sviluppate sia per MySQL Community che per MySQL Enterprise”.

Alcuni hanno interpretato questa indiscrezione come la volontà di Sun di chiudere progressivamente il codice di MySQL, tanto che Slashdot ha ripreso la notizia titolandola Sun to Begin Close Sourcing MySQL: l’effetto, all’interno della comunità open source, è stato equivalente a gettare un fiammifero in una polveriera.
Ma come stanno realmente le cose? Cole afferma che Mickos ha confermato quanto da lui rivelato, ossia che Sun svilupperà delle nuove funzionalità per MySQL Enterprise 6.0 senza renderle disponibili nell’edizione Community. Sul forum di Slashdot Mickos ha però precisato che MySQL Enterprise 6.0 conterrà una funzionalità di backup nativa che sarà disponibile a tutti sotto licenza GPL. Il dirigente ha tuttavia ammesso che verranno sviluppati anche “add-on high-end”, che implementeranno funzionalità come la cifratura o supporteranno specifici motori di storage, che verranno forniti solo insieme all’edizione Enterprise. Mickos afferma che Sun non ha ancora deciso sotto quale licenza rilasciare questi add-on: si potrebbe trattare della GPL, di un’altra licenza FOSS o di una commerciale. L’ex CEO di MySQL AB ha poi detto che questa decisione era stata presa prima che Sun acquisisse la sua azienda, e ha garantito che il core di MySQL, nonché l’attuale codice del software, resteranno per sempre sotto GPL.

Mickos ha spiegato che l’add-on per il backup si interfaccerà con le API per il backup di MySQL come qualsiasi altro plug-in (commerciale o gratuito) di terze parti.

“Cosa c’è di sbagliato in questo?”, domanda l’utente Kristoph sul forum di Slashdot. “Per prima cosa, non c’è niente che impedisca lo sviluppo di soluzioni di backup open source per questa API, o che impedisca alle terze parti di creare le proprie soluzioni. Perché Sun non dovrebbe avere lo stesso diritto?”

C’è tuttavia chi teme che Sun finirà per eliminare dal ramo di sviluppo della versione Community buona parte delle funzionalità più avanzate, specialmente relative al backup e alla gestione dei database, trasformando di fatto l’edizione Community in una sorta di versione “lite” di MySQL.

Cole fa infine notare come MySQL Enterprise abbia una base di utenti assai più piccola rispetto a quella di MySQL Community. “Questo significa – afferma il consulente – che le funzionalità critiche saranno testate soltanto da pochi clienti. Così, di fatto, Sun fornirà ai suoi utenti paganti del codice non testato”.

Per il momento, a parte le precisazioni di Mickos pubblicate sui forum, dai vertici di Sun non è arrivato alcun annuncio ufficiale, e gli osservatori più cauti sottolineano che i piani commerciali dell’azienda relativi a MySQL appaiono tutt’altro che definiti.

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