Cari Italians,
lavoro all’estero in una società multinazionale. Ogni tanto mi diletto a leggere gli annunci di lavoro nell’intranet della società per vedere se c’è qualche offerta di lavoro interessante nei vari Paesi in cui siamo presenti, e quando leggo le offerte di lavoro delle sedi italiane mi cascano le braccia. A parte il fatto che lo stipendio max offerto è in genere un 30% inferiore a quello offerto per identiche posizioni in altri Paesi, comunque la cosa che rende le HR italiane ancora più ridicole è il fatto che, unico Paese al mondo, le offerte di lavoro stabiliscono limiti massimi di età per i potenziali candidati. Premetto che essendo piuttosto giovane rientro agevolmente nei requisiti di esperienza minima richiesta e nei limiti max di età stabiliti. Comunque mi chiedo, qual è la logica? Perchè assumere un quadro di 30/35 anni quando l’età media dei colleghi è ben più alta? Come può un giovane essere ben accolto dai colleghi italiani (sicuramente frustati per l’esclusione) ed ottenere il pieno supporto nello svolgimento dei suoi compiti e nel raggiungimento degli obbiettivi? Altra osservazione: perchè solo in Italia si richiede la laurea in Ingegneria per funzioni manageriali non tecniche? Dalla mia esperienza, lavorando con colleghi italiani, ho avuto modo di constatare che spesso tra gli ingegneri che svolgono le mansioni commerciali/gestionali e gli uffici tecnici, si hanno liti furibonde perchè i primi hanno sempre difficoltà ad abbandonare il loro background in favore di una funzione squisitamente commerciale. Per concludere: se c’è qualche HR Manager che legge “Italians”, lo invito vivamente a riconsiderare le politiche di assunzione nel bel Paese, o quanto meno, a convincere i responsabili interni che dettano i requisiti minimi, che i limiti di età oltre che costituire prassi abominevole seguita solo in Italia, si qualificano come discriminazione vietata, tra l’altro, dagli articoli 3 e 4 della nostra Costituzione.
Offerte di lavoro